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Cos' è il cocciopesto?

Il cocciopesto è un aggregato idraulicizzante (pozzolana artificiale) che in aggiunta o in sostituzione della sabbia modifica il carattere delle malte di calce aerea inducendone processi e reazioni di tipo idraulico, con formazione di silicati e alluminati idrati di calcio.

E’ ottenuto dalla frantumazione di mattoni e successiva vagliatura in specifiche granulometrie. Da tale processo di lavorazione deriva il nome, poiché in antichità si usava pestare tegole, stoviglie in terra cotta, anfore, mattoni.  A proposito delle composizione delle malte di calce aerea Vitruvio Pollione nel suo Trattato di Architettura suggerisce: “ quando la calce sarà estinta, allora si mescoli alla materia in guisa che, se l’arena fosse fossile, si confondano tre parti di questa ed una calce. Se sarà fluviale o marina una di questa con due di arena e così vi sarà giusta proporzione del miscuglio. E se nella fluviale o marina si aggiungerà una terza parte di mattone pesto e vagliato, ciò formerà la composizione della materia ancora migliore per l’uso”. (Vitruvio Pollione dell’Architettura, libro II cap. v – I sec. A.C.).

 

Origini storiche del cocciopesto

Sebbene la scoperta delle malte idrauliche è comunemente attribuita ai Romani, sembra che anche i Fenici (già nel X secolo A.C.) insieme agli Israeliti conoscessero la tecnica di produrre malte idrauliche di enorme importanza tecnologica in tutte le opere idrauliche (Acquedotti, Porti, Serbatoi, ecc…) dove il dilavamento dell’acqua degradava rapidamente le comuni malte aeree. Le cisterne per l’acqua potabile fatte costruire da Re Salomone a Gerusalemme venivano protette con malte idrauliche ottenute mescolando calce aerea con cocciopesto.

Ancor prima dei romani, che sicuramente ne compresero l’importanza strategica nel campo delle costruzioni idrauliche o comunque esposte alle intemperie ed all’azione dell’acqua piovana, la Pozzolana fu impiegata, in forma di sabbia, dai greci soprattutto attraverso l’uso della cenere vulcanica proveniente dall’isola di Santorino.   Risalirebbe addirittura al 2000 a.c. l’uso di materiali pozzolanici, sotto forma di polvere di argilla calcinata, in alcune strutture dell’isola di Creta.

Furono soprattutto i romani ad utilizzare largamente le malte idrauliche nella costruzione di strade, ponti, acquedotti ma anche templi e monumenti maestosi e di rara bellezza. La grande abilità di saper costruire, fu una delle ragioni del successo dell’impero romano nell’espandersi fino ai confini del mondo a loro noto. 

La scoperta della pozzolana e del mattone pesto segnò un rivoluzionario progresso nelle antiche costruzioni in calcestruzzo. Scrive Vitruvio nel capitolo VI del secondo dei suoi dieci libri sull’architettura che la pozzolana “fa gagliarda non solo ogni specie di costruzione ma particolarmente quelle che si fanno in mare sott’acqua”.


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